In Breve
- Quali sono i principali passaggi regolatori per Ludoil?
- L'Antitrust ha deciso di non avviare un'istruttoria sull'acquisizione e la commissione Golden Power ha dato il via libera con prescrizioni.
- Qual è la capacità di lavorazione di Isab?
- Isab ha una capacità di lavorazione di circa 320mila barili al giorno.
- Cosa prevede il futuro di Isab sotto Ludoil?
- Ludoil punta a trasformare Isab in una piattaforma multi-energia, con investimenti in HVO, SAF e biocarburanti.
Ad agosto 2026, Ludoil ha superato due importanti passaggi regolatori per acquisire il 51% di Isab, una delle raffinerie più significative d’Italia. Il 4 agosto, l’Antitrust ha deciso di non avviare un’istruttoria sull’acquisizione, ritenendo che non avrebbe ostacolato la concorrenza. Il giorno successivo, la commissione Golden Power ha dato il via libera all’operazione, sebbene con alcune prescrizioni.
Il complesso di Priolo, dove si trova Isab, rappresenta il principale polo di raffinazione italiano, con una capacità di lavorazione di circa 320mila barili al giorno, pari a quasi il 19% della capacità nazionale. Con 4 milioni di metri cubi di stoccaggio e un impianto Igcc da 532 MW, Isab è considerata un’infrastruttura strategica per il sistema energetico del paese, impiegando oltre mille addetti diretti.
Il primo passo operativo sarà il closing dell’acquisizione, che conferisce a Ludoil il controllo di Isab. Da questo momento, si aprono quattro nodi decisivi per il futuro della raffineria e del suo impatto sul mercato energetico italiano.
1. Il rapporto con Trafigura
Il primo nodo riguarda la relazione di Isab con Trafigura, attuale fornitore di greggio e acquirente di circa il 90% dei prodotti raffinati. Isab è vincolata a Trafigura fino al 2033 tramite un Master Supply and Offtake Agreement in esclusiva. Sarà fondamentale valutare se questo rapporto rimarrà invariato, verrà rinegoziato o sostituito progressivamente. Una risoluzione anticipata dell’accordo potrebbe comportare conseguenze economiche significative, considerando che Ludoil non dispone di una filiera interna per l’approvvigionamento del greggio.
2. Gli investimenti futuri
Il secondo nodo riguarda gli investimenti previsti da Ludoil per trasformare Isab in una piattaforma multi-energia. L’azienda mira a sviluppare HVO, SAF, bio-olio e biocarburanti avanzati. La raffineria ha già avviato il co-processing con un obiettivo a regime di 500mila tonnellate annue. Tuttavia, restano da definire i capex, i tempi, gli impianti coinvolti e le fonti di finanziamento necessarie per realizzare questi progetti.
3. La sostenibilità finanziaria dell’operazione
Il terzo punto critico è di natura finanziaria. L’ingresso di Ludoil e la trasformazione di Isab rappresentano un salto dimensionale significativo. Tuttavia, il prezzo dell’acquisizione e la struttura finanziaria dell’operazione non sono stati resi noti, rendendo la sostenibilità economica dell’operazione una sfida centrale da affrontare.
4. Il futuro del 49% di Goi Energy
Infine, resta da decidere il destino del 49% di Isab ancora in mano a Goi Energy. Sebbene il 51% conferisca il controllo, l’accordo prevede una seconda fase con opzioni put e call sulla quota residua. La gestione di questa situazione sarà cruciale per garantire una transizione fluida e strategica per Ludoil e Isab.
In conclusione, l’acquisizione di Isab da parte di Ludoil segna un momento importante per il settore energetico italiano. I prossimi passi e le decisioni sui nodi critici delineeranno il futuro della raffinazione in Italia e l’impatto di Ludoil nel panorama energetico nazionale.

