In Breve
- Qual è il ruolo dei partner privati nella Grande Brera?
- I partner privati sono fondamentali per sostenere la crescita e l'autonomia finanziaria del museo.
- Quali sono i ricavi previsti per la Grande Brera nel 2026?
- Si prevedono ricavi complessivi di circa 16 milioni di euro, di cui oltre 11 milioni da biglietteria.
- Quali sono gli obiettivi futuri della Grande Brera?
- Completare i percorsi urbanistici, riaprire la Mediateca e realizzare grandi mostre.
La Grande Brera, uno dei poli museali più importanti d’Italia, sta affrontando una fase cruciale per la sua crescita e sostenibilità finanziaria. Angelo Crespi, direttore generale della struttura, ha recentemente sottolineato l’importanza dei partner privati nel garantire il futuro del museo, specialmente in un contesto di progressiva riduzione dei trasferimenti pubblici.
Dal 2014, anno in cui è stata introdotta la riforma che ha istituito i musei autonomi di Stato, la Grande Brera ha dovuto adattarsi a un modello di gestione manageriale. Questo ha comportato un incremento della necessità di attrarre visitatori e fondi privati per finanziare la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico. Nel 2026, la Grande Brera prevede di ricevere circa 700mila euro dal ministero per le spese di funzionamento, una cifra che rappresenta la metà rispetto all’anno precedente. Inoltre, dal 2027, il museo sarà completamente autonomo dal punto di vista finanziario, senza fondi di dotazione.
Il polo museale, che include la Pinacoteca di Brera, la Biblioteca Nazionale Braidense, Palazzo Citterio e il Cenacolo Vinciano, ha visto un incremento significativo dei ricavi. Per il 2026, si prevede un fatturato complessivo di circa 16 milioni di euro, di cui oltre 11 milioni provenienti dalla vendita dei biglietti. Questo segna un aumento rispetto ai 15 milioni del 2025 e ai 6 milioni del 2024.
Il numero di visitatori è anch’esso in crescita: la Pinacoteca ha registrato circa 650mila ingressi nel 2026, rispetto ai 463mila del 2023, con ricavi da biglietteria che sono passati da 3,5 milioni a circa 6 milioni. Anche il Cenacolo Vinciano ha mantenuto un buon flusso di visitatori, con ingressi contingentati intorno alle 540mila visite.
Un aspetto cruciale per la Grande Brera è la ricerca di risorse private. Nel 2023, i ricavi da sponsorizzazioni e Art Bonus erano azzerati, ma nel 2025 hanno raggiunto 200mila euro in sponsorizzazioni e 950mila euro in erogazioni liberali, grazie al lancio del “Patto per Brera”. Questo accordo, sostenuto dall’agenzia Comin&Partners, coinvolge 16 partner che contribuiscono annualmente con 50mila euro per progetti ad alto impatto sociale.
Inoltre, è stato presentato un Partenariato speciale pubblico-privato, finalizzato alla gestione di servizi e alla creazione di nuove forme di cooperazione, che potrebbero generare ricavi aggiuntivi. Tra le iniziative previste, un Design Store ispirato al modello del MoMA di New York.
Le concessioni per servizi come biglietteria e bookshop saranno rinnovate, e quelle degli spazi hanno già generato circa 1,8 milioni di euro nell’ultimo anno. Tra gli obiettivi del primo mandato di Crespi ci sono il completamento dei percorsi urbanistici della Grande Brera, la riapertura della Mediateca e lo sviluppo di progetti sociali, oltre alla realizzazione di sei o sette grandi mostre nel corso dell’anno.
Per raggiungere questi ambiziosi risultati, Crespi ha sottolineato l’importanza di ampliare la rete di partner e sostenitori privati, elemento fondamentale per garantire un futuro prospero alla Grande Brera.

