In Breve
- Cos'è il progetto Madonie Nomad Residency?
- Un'iniziativa di Castelbuono per attrarre nomadi digitali e promuovere lo sviluppo delle aree interne.
- Qual è l'impatto del coworking sulla comunità locale?
- Ha aumentato la frequenza e la durata dei ritorni dei castelbuonesi e ha stimolato l'acquisto di case da parte di lavoratori europei.
- Come si evita la gentrificazione nel progetto?
- Attraverso un modello di co-living consapevole con tariffe calmierate e un Local Host che coordina i servizi.
Castelbuono, un comune delle Madonie in Sicilia, ha avviato un’iniziativa innovativa per attrarre nomadi digitali e smart worker, denominata Madonie Nomad Residency. Questo progetto si basa su un coworking pubblico, attivo dal 2020, gestito dall’associazione no profit Social Green Hub, che ha già ospitato oltre 750 persone e conta circa 350 utenti attivi.
Il coworking, considerato il primo spazio pubblico italiano strutturato per il lavoro condiviso, offre 40 postazioni fisse, ampliabili a 70 per eventi aziendali. Tre imprese tecnologiche hanno già scelto Castelbuono come sede per settimane di lavoro, coinvolgendo gruppi di circa cinquanta persone ciascuno. L’iniziativa ha avuto un impatto significativo anche sulla comunità locale: molti castelbuonesi che lavorano altrove hanno aumentato la frequenza e la durata dei loro ritorni, portando a un incremento della permanenza media annuale nel comune.
Il progetto Madonie Nomad Residency non si limita a un singolo spazio di coworking, ma punta a creare una rete territoriale, una “Smart Land”, che integri lavoro digitale, servizi e comunità locali. Questo approccio mira a contrastare la crisi demografica che affligge la Sicilia interna, dove si è registrata una perdita di 96.328 residenti tra i 18 e i 35 anni dal 2019 al 2026, con una diminuzione del 9,6% della popolazione giovanile.
Promosso da Sosvima e sostenuto da una rete istituzionale che include il ministero delle Imprese e del Made in Italy, i Comuni di Castelbuono e Collesano e la rete dei Borghi più belli d’Italia in Sicilia, il progetto si propone di evitare il rischio di gentrificazione attraverso un modello di “co-living consapevole”. Un Local Host coordinerà camere e spazi di lavoro a tariffe calmierate, garantendo che i benefici siano distribuiti equamente tra residenti e nuovi arrivati.
«L’accoglienza dei nomadi digitali non deve tradursi in gentrificazione, ma in un’opportunità Win-Win-Win in cui l’innovazione genera valore permanente per i residenti, le imprese locali e chi sceglie di vivere il territorio», afferma Tony Cirnigliaro, fondatore e direttore esecutivo di Empeeria.
Un elemento centrale del progetto è il patto di reciprocità: i nomadi digitali ospitati dovranno contribuire con competenze e attività formative per giovani e imprese locali nei settori del marketing, della digitalizzazione e dell’innovazione. L’obiettivo è trasformare le presenze temporanee in collaborazioni durature e opportunità economiche stabili.
Il progetto sarà inaugurato con un festival internazionale a Castelbuono dal 4 al 6 settembre 2026, seguito da un periodo di Open Stay dal 7 al 13 settembre. Sono attesi oltre duecento lavoratori da remoto e professionisti, pronti a partecipare a talk sull’intelligenza artificiale, workshop e tavole rotonde sulla rigenerazione delle comunità.
La vera sfida sarà verificare se questo modello riuscirà a convertire le presenze temporanee in nuovi residenti e opportunità economiche stabili, contribuendo così a un futuro più prospero per Castelbuono e le Madonie.

