Finanza e investimenti

Aumento dei Mutui: Un Rincaro Medio di 540 Euro all’Anno per i Nuovi Contratti

Grafico sull'aumento dei mutui in Italia

In Breve

Qual è l'aumento medio dei costi per i nuovi mutui?
Il rincaro medio per i nuovi contratti di mutuo è di 540 euro all'anno.
Cosa ha causato l'aumento dei tassi di interesse?
L'aumento è dovuto alla risalita dell'Irs e dell'Euribor, oltre all'innalzamento dei tassi ufficiali da parte della Banca Centrale Europea.
Quali sono le proiezioni per i tassi variabili nel lungo termine?
Si prevede che il tasso variabile possa salire al 3,93% nel 2029 e al 4,25% nel 2036.

Una recente simulazione ha messo in evidenza come i mutui stipulati a ottobre presentino costi complessivi significativamente più elevati rispetto a quelli accesi a febbraio. Per un mutuo da 130.000 euro con una durata di 25 anni, la differenza può arrivare a quasi 13.500 euro nell’arco dei 25 anni, corrispondente a circa 540 euro l’anno.

Il confronto analizza due mutui con lo stesso importo e durata, variando solo il momento di stipula e quindi il livello dei tassi. La simulazione applica un mix ponderato delle scelte contrattuali dei mutuatari italiani, con l’85% che opta per il tasso fisso e il 15% per il tasso variabile. Secondo le stime, l’esborso complessivo per il mutuo medio stipulato a febbraio è di 187.765 euro, mentre quello per il mutuo acceso a ottobre sale a 196.865 euro, con una differenza di 9.100 euro sulle 300 rate.

Il peggioramento dei costi è attribuibile all’aumento dell’Irs, il tasso di riferimento per i mutui a tasso fisso, e dell’Euribor, utilizzato per quelli variabili. Inoltre, la Banca Centrale Europea ha recentemente aumentato i tassi ufficiali, portando il tasso sui depositi al 2,50% e quello sui prestiti marginali al 2,90%. Questa stretta è stata giustificata dalle pressioni inflazionistiche derivanti dal conflitto in Medio Oriente, senza indicazioni sulle prossime mosse.

Nel dettaglio, per i mutui a tasso fisso, il tasso medio è passato dal 2,982% di febbraio al 3,49% previsto per ottobre. Questo comporta un aumento della rata da 615 a circa 650 euro, con un incremento complessivo di 10.457 euro (circa 418 euro l’anno). Per quanto riguarda i mutui a tasso variabile, il tasso è calcolato come somma di uno spread dello 0,60% e della media tra l’Euribor a uno e a tre mesi, passando dal 2,58% di febbraio al 3,24% di ottobre, con una rata che aumenta da 589 euro a 632 euro.

Le proiezioni a lungo termine indicano che il tasso variabile potrebbe salire al 3,93% nel 2029 e al 4,25% nel 2036, portando la rata a circa 679 euro e poi a 695 euro. In questo scenario, il mutuo variabile stipulato a febbraio comporterebbe un esborso totale di 205.825 euro, mentre quello di ottobre salirebbe a 207.239 euro, con un extra-costo di 1.414 euro.

Roberto Anedda, responsabile dell’analisi dei mercati finanziari, ha commentato: «Tutti gli scenari a medio termine stimano tassi di interesse in rialzo. Le tensioni sul mercato energetico rimangono elevate, portando a costi maggiori. Questi extra-costi possono trasformarsi in migliaia di euro lungo la vita del mutuo, in un contesto in cui le famiglie italiane non hanno ancora assorbito i picchi dell’inflazione del 2022-2023. Ci aspettiamo una contrazione delle erogazioni». Infatti, le compravendite di abitazioni hanno già mostrato una prima frenata nel secondo trimestre 2026, e sarà necessario attendere le statistiche di fine anno per valutare l’impatto dei tassi sul mercato immobiliare.

Oltre ai mutui, la simulazione ha evidenziato ulteriori costi attesi per una famiglia media nell’autunno 2026: la spesa per carburante aumenterà di 324 euro (con un consumo familiare ipotizzato di 1.000 litri l’anno), la bolletta elettrica di 114 euro (consumo annuo di 2.187 kWh) e la bolletta del gas di 180 euro (consumo annuo di 678 Smc).

redazione

Redazione e analisi sui mercati dell energia.

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