Imprese

Anie Confindustria: Necessaria Continuità negli Investimenti dopo il Pnrr

Assemblea Anie Confindustria 2026

In Breve

Qual è il timore espresso da Anie riguardo al Pnrr?
Anie teme che la conclusione del Pnrr possa portare a un vuoto di domanda e risorse nel settore.
Quali risultati ha ottenuto il settore rappresentato da Anie durante il Pnrr?
Il settore ha registrato un aumento del valore aggiunto medio del 10% all'anno durante il Pnrr.
Qual è la posizione delle imprese associate riguardo alla fine del Pnrr?
Il 79% delle imprese associate è preoccupato per la fine del Pnrr senza ulteriori politiche.

Durante l’assemblea pubblica del 2026 di Anie Confindustria, tenutasi a Milano, è emerso un forte timore riguardo alla conclusione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Vincenzo de Martino, presidente di Anie, ha sottolineato che il periodo successivo al Pnrr non deve essere caratterizzato da un ritorno alla situazione precedente, ma deve invece garantire continuità negli investimenti per preservare i risultati positivi ottenuti fino ad ora.

L’incontro, aperto dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali e esperti del settore. Anie rappresenta oltre 1.100 imprese, impiegando 490.000 addetti e generando un fatturato di 118 miliardi di euro. I dati presentati indicano che il settore si trova in una posizione migliore rispetto alla media manifatturiera: nel 2025, la produzione manifatturiera ha subito una flessione dell’1,4%, mentre i comparti Elettrotecnica ed Elettronica hanno registrato un incremento di quasi 12 punti percentuali rispetto ai livelli pre-pandemia.

Nel primo semestre del 2026, il fatturato dei settori rappresentati da Anie ha mostrato un aumento del 9% nominale, rispetto al +3% della manifattura nel suo complesso. I quattro mercati abilitati dalle tecnologie Anie – energia, edilizia, industria, infrastrutture e trasporti – hanno un valore di 930 miliardi di euro e contribuiscono con 297 miliardi di valore aggiunto diretto. Questi settori hanno giocato un ruolo cruciale nel Pnrr, rappresentando il 22% dei progetti e ricevendo il 63% dei finanziamenti disponibili.

Durante il periodo del Pnrr, il valore aggiunto di questi mercati è cresciuto in media del 10% all’anno, a fronte di un incremento del solo 2,9% del resto dell’economia. Una survey condotta da Anie e Teha su circa 200 imprese, che rappresentano il 35% del fatturato del comparto, ha rivelato che l’80% di esse ha partecipato a progetti o gare legate al Pnrr. Per il 54% delle aziende, tali progetti hanno generato oltre il 10% del fatturato previsto per il 2024-2025, mentre per il 32% delle imprese, l’impatto è stato superiore al 20%.

Il 79% degli associati ha espresso preoccupazione per la fine del Pnrr senza l’implementazione di ulteriori politiche. Tra i risultati tangibili emersi dall’assemblea, si segnalano un aumento del 32% nella diffusione della fibra ottica, un risparmio del 66% nell’uso di energia primaria e un incremento del 25% nei chilometri di alta velocità. Tuttavia, rimangono delle lacune significative, come il divario nelle competenze digitali: solo il 54% degli adulti italiani possiede competenze digitali, rispetto all’obiettivo europeo dell’80%.

Per Anie, la risposta a queste sfide deve passare attraverso l’integrazione della tecnologia con una programmazione strategica, semplificazione e un rafforzamento del capitale umano. De Martino ha concluso affermando: «È fondamentale dare prospettiva agli investimenti e creare le condizioni affinché le aziende possano crescere, supportate dalle competenze necessarie. La tecnologia deve diventare una leva essenziale per la nostra competitività».

redazione

Redazione e analisi sui mercati dell energia.

Tutti gli articoli ->

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *