In Breve
- Qual è la reazione di Meloni alla bocciatura dell'emendamento?
- Meloni ha espresso forte irritazione e ha chiesto chiarezza agli alleati.
- Cosa ha criticato Meloni riguardo al voto?
- Ha criticato il voto segreto, definendolo un'operazione verità.
- Qual è l'obiettivo del governo di Meloni?
- L'obiettivo è arrivare al 4 settembre, per diventare il governo più longevo della legislatura.
Il premier Giorgia Meloni ha manifestato una forte irritazione dopo la bocciatura dell’emendamento riguardante le preferenze nella legge elettorale, avvertendo i suoi alleati e chiedendo di «chiarire come proseguire». Il governo ha subito un colpo durante il voto, non avendo posto la fiducia, e diverse assenze nella maggioranza, inclusa quella della stessa premier e di molti ministri, hanno contribuito a questo esito negativo.
Meloni, che aveva fortemente rivendicato l’emendamento, ha criticato il voto segreto, definendolo un’«operazione verità» per testare le convinzioni dei partiti sulla possibilità per i cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento. Tuttavia, all’interno della coalizione, sono emerse tensioni e sospetti riguardo a possibili franchi tiratori. Il capogruppo Riccardo Molinari ha escluso l’ipotesi di «nessun franco tiratore», mentre Galeazzo Bignami, primo firmatario dell’emendamento, insieme ai vertici di Fratelli d’Italia, tra cui il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari, ha annunciato l’intenzione di proseguire con le votazioni.
Ignazio La Russa ha suggerito la possibilità di intervenire al Senato, dove il regolamento non consente il voto segreto, ipotizzando un recupero in caso di assenze, ma ha anche sottolineato la necessità di una riflessione sulle ragioni di tale situazione. Il partito di Meloni è determinato a portare a termine la riforma e sta valutando la possibilità di approvarla già alla Camera, anche se rimane aperta l’ipotesi di procedere senza le preferenze.
Tra i segnali di logoramento dell’alleanza, si segnalano minacce interne e scenari alternativi, con un dibattito acceso sul futuro del governo e sull’eventualità di elezioni anticipate. L’obiettivo ufficiale resta quello di arrivare al 4 settembre, data che segnerebbe il governo più longevo della legislatura. Meloni ha in programma di incontrare a breve i leader di Forza Italia, Lega e Noi con l’Italia, per discutere la strategia e definire i tempi di azione.

